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Agrinido e Agriasilo! I bambini hanno bisogno della Natura! di Martina Budai

20/11/2019

Nella società attuale sempre di più i bambini rimangono troppo a lungo chiusi tra le mura degli edifici e non conoscono più l’ambiente naturale, non compiono esperienze dirette e non sono liberi di esplorare la natura; inoltre sono loro che si trovano maggiormente in difficoltà rispetto ai nuovi stili di vita del mondo urbano.

La diminuzione delle esperienze corporee e di movimento incide sia a livello cognitivo-mentale sia a livello fisico, tanto che sono aumentati i casi di obesità, difficoltà motorie e iperattività: lo scrittore Richard Louv conia il termine «disturbo da deficit di natura», osservando come queste difficoltà vengono diminuite con l’utilizzo di farmaci, senza chiedersi di cosa in realtà hanno bisogno oggi i bambini, senza interrogarsi sulla persona in modo globale, quindi osservando anche il contesto e l’ambiente in cui vive.

Per tale motivo molte famiglie, educatori e agricoltori si sono attivati per istituire dei servizi per l’infanzia nel mondo naturale, come le aziende agricole: questi servizi sono stati chiamati agrinidi per la fascia 0-3 anni e agriasili per la fascia d’età 3-6 e si inseriscono nei numerosi progetti diffusi in tutta Italia come asili nel bosco e fattorie didattiche, che hanno lo scopo di aiutare il bambino ad allacciare il contatto con la natura.

L’agrinido e l’agriasilo, collocati all’interno di un’azienda agricola, sono luoghi particolari per un servizio educativo, ma offrono svariate occasioni per riqualificare il mondo rurale e per aiutare i fanciulli a crescere in modo armonico.

Nell’agrinido, come in tutti i nidi tradizionali, viene garantito ai bambini il soddisfacimento dei bisogni primari e delle cure quotidiane come il pranzo, il sonno e il cambio, ma nell’agrinido viene favorito il contatto con l’esterno durante tutti i periodi dell’anno: l’ambiente naturale stimola i bambini nella curiosità e nello sviluppo dei sensi, molto più rispetto a giochi strutturati all’interno di un luogo chiuso.

Anche il contatto con gli animali e la cura delle piante dell’orto che faranno parte della sua alimentazione quotidiana, sviluppano nel bambino un senso di responsabilità e una predilezione nel prendersi cura di qualcuno e/o qualcosa altro da sé, diventando fin da subito dei bambini rispettosi dell’ambiente in cui vivono e sviluppando armonicamente capacità cognitive, linguistiche e di relazione.

Maria Montessori, importante pedagogista italiana, osservando i bambini, comprende che la dimensione del prendersi cura è insita in ciascuno di noi e dev’essere stimolata costantemente fin dalla prima infanzia. Il bambino capisce fin da subito di avere un ruolo importante all’interno dell’agrinido: il suo pensiero non è costantemente proiettato all’attesa del ritorno del genitore, ma si adopera per prendersi cura ogni giorno dell’orto che, assieme ai suoi coetanei, coltiva e degli animali presenti in azienda.

La società di oggi, purtroppo, è portata ad apporre un’etichetta su qualsiasi comportamento e su qualsiasi persona, negando la possibilità dell’errore, vitale per apprendere in profondità. Ciò porta il bambino ad aver paura di sbagliare e quindi ad una chiusura emotiva, difficile poi da scardinare. Gli animali, nella loro semplicità, permettono al bambino di essere se stesso, con le proprie imperfezioni e i propri sbagli e aiutano il bambino a sviluppare non solo la comunicazione verbale, quindi l’apertura verso l’altro, ma soprattutto la comunicazione non verbale: essa è vera perché non riempita da parole, ma caratterizzata dallo scambio di gesti e sguardi che non possono non essere sinceri.

Dove troviamo oggi gli Agriasilo e gli Agrinido
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La Piemontesina è la prima esperienza di agrinido in Italia: risale al 2006 in Piemonte;
Poi si assiste a una catena di aperture con il Veneto, nel quale il primo è stato l’agrinido Fattoria Casa Mia, con le Marche, la Lombardia, e l’Emilia Romagna.
​​​​​​​Strutture immerse nella natura esistono però già da anni soprattutto nel nord Europa, in Paesi come la Finlandia, la Danimarca e la Svezia.
In Friuli Venezia Giulia è in corso l’approvazione di una legge che va ad accreditare tali strutture, fornendo anche dei finanziamenti per la loro realizzazione: entro l’anno la legge verrà approvata e si spera che gli imprenditori agricoli valutino l’importanza e l'opportunità degli agrinido sia per l’azienda stessa, sia per la comunità, sia, e soprattutto, per i bambini e le famiglie.


agrinido e agriasilo​​​​​​​Foto gentilmente concesse da Fattoria Casa Mia a Ospedaletto di Pescantina​​​​​​​ (VR)
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Dopo le rilevazioni Istat del 2008-2009 sugli asili nido, la Coldiretti del Veneto ha effettuato un’indagine da cui è risultato che 3 genitori su 4 (78%) sognano di far crescere i propri figli in un ambiente semplice, familiare e naturale, dove i bambini possono giocare all’aria aperta con piante animali. L’indagine evidenzia come le famiglie siano a conoscenza che i nuovi stili di vita di una società consumistica e sempre più chiusa dentro le mura, incidono negativamente sulla salute dei loro figli, ma ancora oggi ci sono troppi pregiudizi sull’educazione naturale. I genitori, abituati a un determinato stile di vita, faticano a conciliare l’esperienza del fanciullo in natura con le proprie abitudini familiari e questo cambiamento costa fatica o è difficile da accettare: l’aumento degli abiti da lavare, però, non è più un problema se si osserva la serenità del bambino quando gli viene data l’opportunità di sporcarsi, cioè l’opportunità di sperimentare, di esplorare e quindi di vivere.

Attenzione però!
La diffidenza dei genitori non passa inosservata agli occhi dei più piccoli, i quali non si sentono liberi di accogliere il mondo naturale pienamente, ma la nascita di strutture come gli agrinidi, ha aiutato le figure adulte a modificare il modo di concepire la natura e il comportamento dei bambini.

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Friedrich Fröbel, pedagogista tedesco, racchiude questa affermazione in un consiglio dedicato in particolare ai genitori, ma anche a tutte le figure adulte: «impariamo dai nostri figli; ascoltiamo i sommessi ammonimenti della loro vita, i silenziosi bisogni della loro anima», perché molto spesso sono loro che insegnano a noi come vivere in un mondo che ha molto da insegnarci, ma noi, impegnati a correre, non riusciamo a cogliere nella sua immensa ricchezza. L’agrinido aiuta, quindi, i genitori a scoprire o a riscoprire il contesto naturale, a tessere un legame profondo e di qualità con i propri figli, in modo da crescere insieme, godendo del tempo che hanno a disposizione in un ambiente ricco di stimoli sani.

Ecco che quindi l’agrinido è un ottimo percorso per aiutare il bambino a crescere armonicamente, ma è anche un’occasione per la genitorialità, per aiutare l’adulto a imparare dal fanciullo a ritrovare il giusto passo nella vita, osservando il mondo con occhi diversi.


Martina Budai
​​​​​​​​​​​​​​Martina Budai ​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​Educatrice della prima infanzia, laureata nel 2019 in Scienze dell’Educazione – Educatore della prima infanzia allo IUSVE di Mestre. Ha svolto il suo tirocinio presso uno dei primi agrinido in Italia, l’agrinido Fattoria Casa Mia a Ospedaletto di Pescantina in Veneto, dando così forma al suo sogno di aprire un agrinido in Friuli Venezia Giulia. Martina è nata e cresciuta in un’azienda agricola con allevamento e caseificio gestito dal padre, ma la sua predisposizione si dirige verso l’educazione della prima infanzia: l’agrinido coniuga perfettamente la sfera agricola e naturale con la sfera educativa, entrambe necessarie per l’essere umano.
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