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Introduzione all'alimentazione complementare di Elena Recchia

06/05/2020

Tutti noi stiamo attraversando un periodo difficile che mette alla prova la nostra capacità di sopportazione. Non sopportiamo più il confinamento, non sopportiamo più nostro marito, non sopportiamo più il vicino che falcia l’erba tutto il giorno e chi più ne ha più ne metta. Ma se c’è una cosa che sono sicura sa rendere le vostre giornate meravigliose, quella è sicuramente il sorriso dei vostri bambini.

Ci sono molte neo mamme che ora, oltre alla difficoltà di ritrovarsi a dover accudire un bambino per la prima volta, si ritrovano anche a dover organizzare pappe, pranzi e cene per sé e il compagno, cambi pannolino, lavoro, passeggiate del cane, spesa e bucato.
Ma non preoccupiamoci, organizzando in maniera efficiente dispensa e cucina, vi assicuro che tutto sarà molto più semplice. Sembra molto più difficile a dirsi che a farsi, ma bastano pochi passaggi.

Partiamo dal presupposto che non necessariamente dovremo seguire il classico metodo di svezzamento che industria e abitudinarietà ci impongono. L’OMS ci consiglia di allattare il bambino anche dopo il sesto mese e fino al secondo anno di età, se madre e figlio lo desiderano. Il latte quindi rimane ancora l’alimento base della nutrizione del bambino, integrandosi poi man mano con altri alimenti. Questo significa che potremmo pensare di non abituare il bambino al cibo, con le classiche fasi della pappetta frullata prima, con i pezzettini in una seconda fase e i pezzettoni poi, fino ad arrivare al cibo solido.
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Con una alimentazione complementare, possiamo abituare il bambino al cibo in maniera naturale, trasformando il pasto in un momento di condivisione e scoperta, non solo per lui, ma per tutta la famiglia. A questo scopo sarebbe necessario preparare dei cibi adeguati alla dieta del bambino, quindi con meno sale, meno grassi, più freschi e di stagione, e ne beneficerebbe tutta la famiglia. Certo all’inizio il bambino pasticcerà con il cibo, quasi giocandoci e basta. Ma al momento iniziale della scoperta, piano piano, seguirà quello dell’alimentazione vera e propria. Il bambino così si abituerà ai diversi sapori, colori e consistenze, in maniera naturale.
Mi rendo conto che molte famiglie non possono passare insieme il momento del pranzo e spesso nemmeno della cena, perché la vita di oggi ci impone ritmi frenetici. Ma prendiamo in considerazione di sperimentare questa cosa almeno il fine settimana, potremmo sorprenderci di quanti cibi piacciono al nostro bambino.

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 Elena Recchia
Elena Recchia
Attualmente sono primo Chef de Partie presso il Relais et Chateau “La Chèvre d’Or” di Eze Village, vicino Nizza. Appassionata di cucina fin da piccola, alla fine, dopo varie peripezie, ho ceduto a questa passione e ho messo tutte le mie energie nel trasformare il mio sogno in realtà e mestiere.
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