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Città a misura di bambino: Barcellona! di Alberto Fabio

15/05/2019

La città di Barcellona in questi anni sta vivendo probabilmente la più grande trasformazione urbanistica da quando Ildefons Cerdà nel 1854 ne definì il piano di sviluppo (Eixample), che tutt’ora caratterizza la forma della città con i suoi isolati quadrati e la sua maglia di strade ortogonali, rendendola non solo celebre in tutto il mondo ma portandola ad essere all’avanguardia nei cambiamenti avvenuti nelle epoche successive, basti pensare all’avvento dell’automobile e la motorizzazione di massa.

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I tecnici dell’Agència d’Ecologia Urbana de Barcelona, guidati da Salvador Rueda, stanno progettando e attuando, per conto del Comune, un nuovo piano della mobilità cittadina che tenga conto delle nuove esigenze tipiche della nostra epoca che possono banalmente essere sintetizzate in 2 punti, tra loro strettamente correlati: riduzione dell’inquinamento dovuto al traffico, miglioramento della qualità della vita e delle relazioni tra gli abitanti.
Il progetto prevede sostanzialmente la creazione delle cosiddette “supermanzanas” o “superilles” (che può essere tradotto approssimativamente in super isolati) raggruppamenti di più isolati del piano di Cerdà (in genere 9) in cui il traffico viene confinato sulle vie perimetrali mentre l’interno diventa sostanzialmente una zona pedonale con solo alcuni accessi a traffico limitato, e comunque con limite di 10 km/h, in cui lo spazio liberato dalle auto viene dedicato ai cittadini, dotato di spazi verdi con panchine e tavolini, mentre quelli che erano gli incroci si trasformano in vere e proprie piazze, che a Barcellona sono presenti solo nei quartieri storici (Raval, Gotic, Born, Gràcia ecc.). Un piano radicale che non è stato certo esente da critiche da parte di alcuni barcellonesi ma che porterà indubbi vantaggi alla città al suo completamento.
Il progetto comunque si sta gradualmente espandendo in tutta la città e da questo sito è possibile seguire le fasi di attuazione: http://ajuntament.barcelona.cat/superilles/ca


Fonte: traduzione da BCNEcologia (2012)

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Fonte: Twitter - David Roberts e Aaron Naparstek (2019)

L’interno di queste nuove cellule urbane diventa dunque un ambiente protetto e sicuro in cui i bambini possono giocare senza timore di auto e bici che passano ad alta velocità, e le persone possono sostare lungo le strade senza essere disturbate dal rumore e subire gli effetti dell’inquinamento provocati dal traffico (che comunque il piano prevede comunque di ridurre drasticamente) (PMU, 2015).
L’attenzione che è stata data ai più piccoli è stata massima. L’obiettivo è riportare i ragazzi a giocare in strada e vivere all’aperto come si faceva prima dell’avvento dell’auto, per cui le nuove piazze saranno dotate di attrezzature sportive (porte da calcio, reti da pallavolo, canestri ecc.) e verranno dipinti a terra giochi dedicati ai più piccoli. Anche la scelta di limitare l’accesso alle superilles, non solo delle auto ma anche delle bici, è stata una scelta dedicata alla tutela dei più piccoli, come spiegato da Salvador Rueda in una conferenza di presentazione del quartiere di Sant Martì.


Fonte: Twitter - David Roberts e Aaron Naparstek (2019)

A tutto questo si aggiunge il riconoscimento da parte dell’amministrazione pubblica del gioco come diritto fondamentale, che si è concretizzato quest’anno prima di tutto nel ritiro dei cartelli che vietano ai bambini di giocare a pallone in strada, e poi nel piano del gioco nello spazio pubblico. Questo prevede vari micro interventi da applicare entro il 2030, come ad esempio portare almeno al 40% le aree da gioco servite da fontane, contro l’attuale 18%, guadagnare spazio sui marciapiedi per favorire il gioco spontaneo, installare bagni pubblici, e migliorare l’accesso ai bambini con ridotte capacità motorie, nonché fare in modo che gli spazi per il gioco abbiano tutti una superficie di almeno 50 mq (López, 2019).
Barcellona si prepara dunque ad essere una metropoli all’avanguardia sotto ogni aspetto (mobilità, turismo, arte, cultura, tecnologia, ecosostenibilità), perseguendo comunque l’obiettivo della vivibilità degli spazi da parte dei propri abitanti e del conseguente innalzamento della qualità della vita.
 
FONTI:
BCN Ecologia (2012), Red ortogonal de autobuses de Barcelona, viewed 11 February 2019. Dossier, Online at:
López H. (2019), “Colau retirará al fin los carteles 'antiniños' de todas las plazas” in El Periódico, 06 febbraio (https://www.elperiodico.com/es/barcelona/20190206/colau-retirara-al-fin-los-carteles-antininos-7289104)
PMU (2015), Pla de Mobilitat Urbana de Barcelona 2013‐2018, Ajuntament de Barcelona, January, (http://mobilitat.ajuntament.barcelona.cat/ca/documentacio?field_tipologia_documentacion_tid=11)
 


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Alberto Fabio

Ha studiato Pianificazione del Territorio presso l'Università IUAV di Venezia e presso l'Universitat Autònoma de Barcelona. Ha collaborato con l'Agència d'Ecologia Urbana de Barcelona per la progettazione degli spazi pubblici. Fa parte della rete Civic Wise e attualmente lavora come libero professionista occupandosi di progettazione.
Collabora alla didattica presso l'Università IUAV di Venezia nell'ambito del corso di laurea in Architettura, occupandosi di aspetti legati alla mobilità urbana.
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