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Co-sleeping: pro e contro per genitori e bebè

17/10/2022

Dopo 9 mesi a stretto contatto con la mamma, affrontare la notte con il suo buio, il suo silenzio, ma anche lontano dal calore umano, potrebbero creare un senso di abbandono nel/la neonatǝ.

Anche per questo motivo molti ospedali si stanno attrezzando per il rooming-in, per dare la possibilità alla neomamma di rimanere con la creatura dal parto e per tutta la degenza. Il lettino affiancato permette alla mamma di essere autonoma nella gestione dell’allattamento a richiesta e fare pratica con il cambio dei pannolini nella propria stanza, al di là delle tempistiche prefissate dall’ospedale.

Seguendo queste indicazioni anche a casa, studi rivelano il miglioramento della qualità del sonno di neogenitori e bebè, tendono a promuovere la condivisione della camera, o anche del letto, con i/le nuovǝ arrivatǝ.
 
Cerchiamo di capire insieme cosa differenzia le due forme di condivisione denominate co-sleeping e bed-sharing con relativi benefici e svantaggi.
 

Co-sleeping e bed-sharing

Con il termine co sleeping si intende affiancare la culla al letto matrimoniale per permettere ai genitori di essere presenti anche durante il sonno dei propri piccoli, mantenere il contatto con loro anche durante le lunghe ore di buio in modo da eliminare le paure, placare in anticipo i loro pianti o accorgersi di eventuali anomalie durante il sonno.
Lo scopo è anche di agevolare la mamma nella fase dell’allattamento più frequente: così facendo può porgere il seno al/la neonatǝ rimanendo stesa a letto, senza la necessità di cambiare stanza e perdere il ritmo del sonno.
 
Viene consigliato per i primi 3-5 mesi da neonatǝ, ma può durare anche oltre i 10 anni, dipende dalle abitudini della famiglia.
La soluzione della culletta affiancata al letto materno viene adottata da vari produttori di camerette per la prima infanzia, che danno la possibilità di regolare l’altezza del lettino al quale verrà abbassato un lato per favorire la continuità con il materasso matrimoniale.

 
Culla Ninna per co-sleeping Erbesi

Culla Ninna per co-sleeping

Erbesi

​​Regolabile in 5 altezze. Dotata di 4 ruote piroettanti con freno. Disponibile in 3 colori.
​​​​

€ 209,00
 

La culla Ninna permette di sistemare la base in 2 posizioni laterali per adattarsi ai letti con la struttura sporgente.


 
Lettino co-sleeping Teodoro Cuoricini

Lettino co-sleeping Teodoro

Cuoricini

​​In legno di faggio verniciato all'acqua e certificato FSC, con materassino già incluso.​​​​

da € 376,00
 

Teodoro è il lettino che azzera lo spazio tra mamma e bebè aggiungendo un'allungamento della rete di 13 centimetri. Inoltre la sponda laterale scende e scompare completamente sotto il lettino come se fosse una mensola.


 
Lettino co-sleeping Mini Molly Erbesi

Lettino co-sleeping Mini Molly

Erbesi

​​9 regolazioni in altezza. Disponibile in bianco-grigio e bianco-tortora.
​​
€ 259,00
 
 il lettino
all'altezza!

Il livello del materasso si regola con 9 step di circa 3-4 cm per adattarsi anche a letti meno...standard!


Disponibile anche nella versione Stelline!
Lettino co-sleeping Mini Stelline Erbesi

Lettino co-sleeping Mini Stelline

Erbesi

​​9 regolazioni in altezza. Disponibile in bianco-grigio e bianco-tortora.​​

€ 259,00
 

 

Mentre la tendenza alla condivisione del letto tra genitori e figli prende il nome di bed sharing. È una pratica che gli esperti tendono a sconsigliare almeno nel primo anno da bebè per l’aumento di casi di morti in culla.
Questo fenomeno può verificarsi poiché la posizione da neonatǝ nel sonno può variare inconsapevolmente, ribaltandondosi a pancia in giù, venendo in contatto con i cuscini o i corpi dei genitori, provocando così soffocamenti o problemi respiratori.
 


 

Pro e contro

In modo più schematico, ricapitoliamo benefici e svantaggi di queste abitudini.

PRO:
  • eliminare la paura del buio;
  • placare in anticipo i pianti notturni;

  • accorgersi di anomalie neonatali durante il sonno;
  • migliorare il riposo della mamma nella fase dell’allattamento più frequente.


CONTRO:
  • ridurre la privacy dei genitori;
  • aumentare l’incidenza delle morti in culla;

  • ritardare le tempistiche di autonomia infantile.




Non abbiamo ancora affrontato l’autonomia infantile, argomento ancora molto discusso tra chi è a favore e chi contrario a passare la notte nella stessa stanza.

Infatti alcuni genitori ritengono che assecondare la condivisione nel sonno, oltre che privarli della propria privacy, vada a rallentare l’attitudine all’autonomia del/le propriǝ figliǝ. Non ci sono dati che supportino questa tesi, è più una decisione che spetta agli stessi genitori.

Per questo preferiscono mantenere il/la bebè nella sua cameretta e alzarsi dal letto ogni volta che si sveglia per provvedere alla poppata, al cambio e al riaddormentamento.



Un rimedio potrebbe essere quello di "delimitare" lo spazio al/la bebè con un riduttore che faccia sentire il/la neonatǝ avvoltǝ in un abbraccio, eliminando la sensazione di abbandono.

 
Riduttore morbido per lettino Cuoricini

Riduttore morbido per lettino

Cuoricini

In 100% cotone, misura 185x45, perfetto per culle e ai lettini. Disponibile nei colori bianco o lino.
​​​​
€ 54,00
 

I lacci posti alle estremità permettono al riduttore di essere agganciato alle sponde del lettino e chiudersi "a goccia" sul fondo.
 

 

Veniamo alle conclusioni.


Il meglio per il sonno di genitori e bebè è sicuramente dormire nella stessa stanza, preferendo i letti affiancati alla condivisione dello stesso materasso, almeno per i primi 12 mesi dalla nascita.

Chi ama manetere la privacy matrimoniale deve mettere già in conto dei risvegli frequenti per assistere la creatura e l'eventuale difficoltà nel riprendere il sonno!



Non farti prendere dall'ansia, ascolta tutti i consigli che ti verranno dati, anche se non richiesti, ma decidi con la tua testa, il tuo cuore e le abitudini della tua famiglia.

Ricorda che non esiste scelta giusta o sbagliata, solo la tua...la vostra!  :)

#cosleeping #bedsharing