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Come cambia il seno: dalla gravidanza all'allattamento

10/03/2022

Un leggero fastidio, un po’ di tensione, dolore al tatto, l’areola e i capezzoli che si fanno più scuri e l’aumento del volume del seno…ecco i primi segnali di una gravidanza in corso.
 
A scatenare questi sintomi è l’attivazione degli ormoni estrogeni, progesterone e prolattina, che preparano fin da subito il seno alla produzione del latte che avverrà al termine della gestazione.
 

Il seno può incorrere in varie modificazioni, vediamo bene insieme i passaggi fondamentali.

 

1.

I tubercoli di Montgomery

2.

L'aumento del seno

3.

Le smagliature

4.

Seno sgonfio in gravidanza

5.

Il colostro

6.

I capezzoli introflessi

7.

Le ragadi da allattamento

8.

La mastite

 

 

Come cambia il seno in gravidanza?




I tubercoli di Montgomery


L’area dei capezzoli in gravidanza si fa più grande e più scura ma non c’è da preoccuparsi, scoprirai di avere delle piccole ghiandoline nell’areola, sono i tubercoli di Montgomery e sono molto importanti per la prevenzione di infezioni, dolore e prurito ai capezzoli sia in gravidanza sia successivamente durante l’allattamento, infatti producono una sostanza oleosa idratante che pare abbia un odore simile al liquido amniotico, che ha il compito di orientare il/la tuǝ bambinǝ verso il seno appena sarà venutǝ al mondo.

 
 

L’aumento del seno


Durante tutta la gestazione una donna, in media, aumenta il seno di una taglia e mezza, provando spesso una sensazione di prurito a tutto il petto, in particolar modo ai capezzoli: la pelle tira, sembra più fine del solito e senti il bisogno di renderla più elastica.

Uno dei nostri prodotti preferiti, perfetto ANCHE in questa occasione, è l’Olio massaggio mamma e bebè di NeBiolina!
Si perché tra i suoi mille usi, è rispettoso della cute fin dai primi giorni di gravidanza e applicato sui capezzoli va a lenire questa sensazione di disagio. La sua miscela di oli vegetali riesce a mantenere la pelle morbida e idratata, garantendo l’equilibrio idrolipidico di mamma, ma anche di bebè, e protegge da agenti esterni.

 
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Inoltre è fantastico in caso di dolorose ragadi al seno poiché dona sollievo immediato, senza interruzioni dell’allattamento, perché composto al 99,30% da sostanze di grado alimentare, non dannoso per i neonatǝ.


 

Le smagliature


Se il seno sta crescendo a grande velocità prendi in considerazione anche una crema anti smagliature. È possibile prevenire la formazione di queste antiestetiche striscioline di pelle tesa con una corretta idratazione e curarla per rendere i contorni meno marcati.

 
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AlmaBriosa

​​​​​Un lieve massaggio ammorbidisce i capezzoli per una pelle più elastica.


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Grazie alle proprietà dell’olio di Argan unite alla polvere d’ambra, alla Jojoba, all’Aloe e al Germe di Grano previene in modo efficace e naturale sia le smagliature che il rilassamento cutaneo, usata mattino e sera diventa una coccola distensiva dallo stress.


 

Seno sgonfio in gravidanza


Può succedere che durante l'espansione volumetrica del tuo petto capitino alcuni giorni di rilassatezza. Questo fenomeno solitamente coincide con i giorni di ovulazione, chiaramente interrotti dalla gravidanza, i quali effetti continuano a palesarsi puntuali ogni mese.
 
La sensazione di seno sgonfio potrà durare per circa 3-4 giorni, ma non c’è nulla da temere per il feto che continuerà a crescere e formarsi correttamente. In caso di svuotamento persistente oltre ai giorni di normale ovulazione, è buona norma consultare il tuo ginecologo.


 

Il colostro

In alcuni casi nell’ultimo trimestre si possono avere delle fuoriuscite di colostro, detto anche “primo latte” in quanto rappresenta la preparazione del corpo alla nascita.
Questa perdita può essere abbondante e si consiglia l’utilizzo delle coppette assorbilatte già prima del parto per evitare spiacevoli macchie sugli indumenti.

 
coppette assorbilatte

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​​​​​30 dischetti di cellulosa delicata sulla pelle e super assorbente.

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Le coppette assorbilatte non scivolano via dal reggiseno o dalla canotta grazie all’adesivo sul retro e si cambiano almeno 2-3 volte al giorno, o al bisogno.  Meglio prevedere una scorta anche nella borsa per l’ospedale, nel caso l’allattamento fosse abbondante fin da subito.


 

I capezzoli introflessi


Si tratta di una particolare conformazione fisica, che può presentarsi indistintamente tra uomini e donne, caratterizzata dalla mancanza della sporgenza al centro dell’areola. Può essere anche una condizione temporanea che si normalizza attraverso la stimolazione termica, ad esempio con le basse temperature, o manuale.
 
Spesso chi ha i capezzoli introflessi ha paura di non poter allattare al seno, ma non c’è da avere timore. La suzione infatti non coinvolge solo i capezzoli, ma la bocca del neonato dovrà avvolgere anche una buona parte dell’areola e quindi sollecitare il capezzolo, non precludendo un buon attaccamento per la poppata.


 

Le ragadi da allattamento


Qualunque sia il tuo tipo di capezzolo, se l’attaccamento al seno è fatto bene non dovrai incorrere nelle fastidiose ragadi, spaccature della pelle del capezzolo che diventano molto dolorose nel momento della suzione del bebè.

Se dovessero comparire, per curarle al meglio puoi spalmare un po’ del tuo latte sulle ferite e lascia asciugare all’aria, un aiuto importante nella cura e nella prevenzione delle ragadi sono i paracapezzoli in argento puro al 999؉ che evitano la proliferazione dei batteri.

  
paracapezzoli in argento

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​​​​​L'argento previene e agevola la guarigione dalle lesioni al capezzolo.

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Antisettici e antibatterici, guariscono e ti proteggono dal doloroso sfregamento con gli indumenti. Si indossano velocemente e non creano antiestetici segni oltre ai vestiti.


In fase di guarigione è in ogni caso consigliato un abbigliamento poco costrittivo per lasciare libera circolazione dell'aria e ridurre gli sfregamenti tra capezzoli e tessuto.
  
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​​Comoda in gravidanza e pratica per l'allattamento, cancellando il ricordo dello stress da reggiseno.
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Amerai questa canotta indipendentemente dalla necessità di utilizzo perchè composta da una morbida trama in micromodal, leggera e soffice al tatto.


 

La mastite


Può capitare che nel periodo dell’allattamento si incorra in mastiti, delle infezioni causate spesso da degli ingorghi di latte che non riescono a fuoriuscire. I primi sintomi sono quelli simili all’influenza, con brividi, febbre, malessere generalizzato, arrossamento della pelle del seno e dolore.
 
Oltre a contattare immediatamente il proprio medico curante, è opportuno attaccare al seno il più frequentemente possibile la creatura, cercando di effettuare un massaggio dall’area dolente verso il capezzolo in modo da aiutare la fuoriuscita del latte.
 
Puoi aiutarti anche con degli impacchi caldo umidi o delle docce calde sul seno imprimendo un massaggio efficace. Se la produzione di latte dovesse essere sovrabbondante rispetto alle richieste di tuǝ figliǝ, puoi alleviare il dolore con una spremitura a mano del seno o con un tiralatte elettrico.

 

 

Qualunque sia il tuo dubbio sull’allattamento al seno, o semplicemente se vuoi essere certa di fare nel modo giusto, puoi metterti in contatto con una consulente dell’allattamento, che saprà darti dritte e consigli su come allattare al meglio tuǝ figliǝ.

 
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