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La voce della mamma: influenze sul nascituro di Lucia Follador

01/03/2019

Quale mamma non ha mai parlato o cantato al suo piccolo ancora nella pancia?
​​​​​​​Parlare e cantare al proprio bimbo fin dal momento del concepimento è molto importante per creare una relazione con il nascituro.

La mamma può iniziare questo percorso amoroso, così da attirare la sua attenzione e abituarlo alla sua voce, in questo modo il feto percepirà fin da subito quanto è atteso, desiderato e amato.
Sappiamo che il bambino è in grado di sentire, memorizzare e riconoscere alcuni suoni della sua vita intrauterina come il battito cardiaco ma soprattutto la voce dei suoi futuri genitori. Sembra che appena il feto riconosca la voce della mamma, il suo battito cardiaco rallenti a dimostrazione che la sua voce  ha su di lui un effetto calmante.
Dal momento in cui il feto riesce a percepire i suoni ed in futuro, sarà in grado di ricordarli, ci viene naturale considerare che possa sperimentare e assorbire tutta una gamma di emozioni,  sensazioni e stati d’animo propri di quel mondo. Essere isolato dall’ esterno non è un limite per sentire, attraverso il graduale sviluppo dei sensi, tutte le emozioni che sta vivendo la futura mamma. Sappiamo che il feto percepisce sensazioni e stimoli sin dalle prime settimane, un universo di percezioni che diventa a poco a poco sempre più nitido con l’avanzare della gravidanza e con lo sviluppo del sistema nervoso.

Il dottor Thomas Verny, considerato un esperto internazionale sugli effetti che l’ambiente prenatale ha sullo sviluppo della personalità del bambino, spiega che i pensieri di una donna incinta rappresentano l’espressione delle sue emozioni, e queste  emozioni sono precursori dei neuro ormoni che influenzeranno lo sviluppo e la personalità del nascituro.

Diversi studi hanno dimostrato che i pensieri e le emozioni positive provate dalla mamma, contribuiscono alla salute del nascituro, infondendo un senso di pace e serenità per un suo futuro felice ed equilibrato. Questo perché uno stato mentale positivo induce la produzione di sostanze chimiche come le endorfine e encefaline che svolgono un’azione benefica per la psiche contribuendo positivamente al futuro del bambino.

Parlargli con amore, rassicurarlo, elogiarlo e coccolarlo, in modo che una forte carica affettiva lo pervada, è in definitiva il miglior modo per aumentare le possibilità che possa nascere un bimbo che si senta amato e sappia cos’è l’affetto.

È il suono, il mezzo che facilita il dialogo, l’empatia e la relazione bambino-madre.

Alcuni studi evidenziano anche quanto sia importante dialogare con il feto ai fini dello sviluppo delle strutture linguistiche future ed è noto che se per qualche ragione dovesse mancare la voce materna nel periodo di gestazione, potrebbero venire compromessi sia la capacità di ascolto che di linguaggio del bambino in futuro, sarebbe come se mancassero le fondamenta portanti di tale processo. Infatti  il famoso studioso, medico e otorinolaringoiatra francese Alfred Tomatis scrive: «la voce materna costituisce, indubbiamente, l’ “impasto sonoro” sul quale si modella il linguaggio.» e “ L’embrione è soggetto a influenze sonore che determinano in maniera permanente le strutture basilari e il ritmo del linguaggio futuro. La capacità di comunicazione, pertanto, nasce dalla vera e propria preesistenza tra madre e figlio, dalla loro speciale comunicazione ma soprattutto dalla conoscenza di sé stesso. Il primo linguaggio in assoluto è proprio questo, ossia questa intima comunicazione fra madre e feto” (Tomatis A., 1993, p. 41).
Il bambino sa distinguere benissimo la voce della sua mamma da tutti gli altri rumori, essa lo accompagnerà per tutta la vita uterina ed è sulla base di questa che si preparerà il suo linguaggio futuro.

Una relazione amorosa, fatta di continue scoperte che rappresenteranno le fondamenta del legame che si svilupperà dopo la nascita. 
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Lucia Follador​​​​​​​
Lucia Follador
Diplomata in Pianoforte, nel 1987 inizia la sua attività didattica relativa all’insegnamento della Musica per bambini seguendo vari corsi  e conseguendo relative specializzazioni,  tra cui il diploma “Willems”.  Dal  2001 si specializza nel metodo Gordon alla cui base c’è la  Music Learning Theory e inizia la sua attività di educatore musicale rivolta ai bambini in età neonatale.  È membro attivo del GIML, Gordon Insitute for Music Learning e da novembre 2013 è socia dell’Audiation Institute. Frequenta  Psicofonia e si perfeziona in tecnica vocale. E’ direttrice dei cori di voci bianche “VocinVolo” e “Prime Note” (Ritmea) con cui ha realizzato numerosi eventi e ben 2 Cd Natalizi di cui uno ha visto la collaborazione con artisti internazionali come Giò Di Tonno, Paolo Fresu e Valter Sivilotti.
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